Indice

Prefazione

Elenco delle immagini

Quali gruppi di calvizie esistono?

Quali tipi di capelli sono più idonei all’autotrapianto di capelli?

Con quali tipi di capelli è possibile preparare i trapianti di capelli più efficaci?

Cosa va considerato in caso di trapianto indipendentemente dal tipo di tecnica scelto?

È vero che impianti più sottili fanno ottenere risultati dall’aspetto più naturale?

Quali sono i capelli più idonei per ricoprire con l’autotrapianto di capelli il cuoio capelluto affetto da calvizie?

Perché è stata sviluppata la tecnica Crosspunch e quali sono i suoi obiettivi?

Ha altre domande?

Indice delle immagini

Figura 1: Numero totale di follicoli a seconda del colore dei capelli. (Fonte: Immagine di proprietà)
Figura 2: Effetto ottico ottenuto con capelli lisci (a sinistra) e ricci (a destra) sulla visibilità del cuoio capelluto. (Fonte: Immagine di proprietà)
Figura 3: Tecnica Crosspunch ed effetti sulla crocchia. (Fonte: Immagine di proprietà)
Figura 4: Illustrazione del Metodo Crosspunch. (Fonte: Immagine di proprietà)
Figura 8-11: Fotografie di pazienti prima e dopo il trapianto di capelli.

Prefazione

Cara lettrice, caro lettore,

con questo articolo desidero presentarLe in forma compatta come sia possibile utilizzare il Crosspunch, un’innovativa tecnica di autotrapianto di capelli sviluppata da me, per poter eseguire un trattamento dai risultati di particolare pregio estetico. Innanzitutto illustrerò in presenza di quali indicazioni sia possibile effettuare un autotrapianto di capelli e, successivamente, spiegherò quali siano le differenze fra il Crosspunch e gli altri metodi. Infine chiarirò quali tipi di capelli si prestino meglio ad essere trattati con questa tecnica. Il presente articolo ha quindi lo scopo di fungere da base di preparazione per il colloquio preliminare nel caso avesse interesse a ricevere ulteriori informazioni.

In questo senso Le auguro una buona lettura!
Angela Lehmann

Quali gruppi di calvizie esistono?

Esistono principalmente due diverse forme di calvizie (denominata in medicina anche alopecia)la cui distinzione avviene in base alla causa che ha provocato la perdita di capelli e serve per decidere se effettuare o meno un autotrapianto di capelli.

Innanzitutto parliamo della cosiddetta alopecia reversibile, dove il termine reversibile sta ad indicare che la perdita dei capelli possa, in linea di principio, regredire o che comunque ci si aspetta che si fermi da sé in virtù di fattori esterni e che i capelli riprendano poi a crescere normalmente. In questa tipologia rientra ad esempio l’alopecia diffusa. Essa, a differenza della caduta di caduta di capelli areata, provoca il diradarsi dell’intera capigliatura e, quindi, non colpisce aree precise del cuoio capelluto, come nel caso della stempiatura, bensì tutti i capelli nel loro insieme. Un’ulteriore forma di perdita di capelli reversibile è quella che colpisce le donne dopo la gravidanza; inoltre anche malattie e disfunzioni del metabolismo come disfunzioni della tiroide, una dieta molto severa, un’eccessiva assunzione di vitamina A, il diabete, l’intossicazione da metalli pesanti, come tallio, cadmio o mercurio possono essere fattori responsabili dell’alopecia reversibile. Molto frequente è la comparsa di una forma reversibile di perdita di capelli anche nei pazienti sottoposti a chemioterapia. In tutti questi casi l’autotrapianto di capelli non è indicato, dato che la calvizie è generalmente reversibile.

Può invece pensare ad un autotrapianto di capelli soprattutto chi soffre di una forma irreversibile di perdita di capelli. Anche in questo caso le cause possono essere svariate. La forma più frequente di questo tipo di alopecia è quella L’autotrapianto di capelli può essere indicato anche in caso Alopecia areata reversibile, una reazione immunitaria spontanea contro i propri stessi capelli e che, solitamente, sparisce da sé, se l’area afflitta è rimasta stabile senza subire modifiche già da diversi anni.

Ritorna all’indice

Quali tipi di capelli sono più idonei all’autotrapianto di capelli?

É noto che nell’essere umano i capelli possono avere forme e colori diversissimi fra loro e rappresentare, quindi, un modo per esprimere la propria personalità; di conseguenza l’aspetto dei propri capelli è importante per il benessere estetico della maggior parte delle persone. Tuttavia, non tutti i tipi di capelli sono ugualmente idonei all’autotrapianto di capelli; nei paragrafi seguenti illustrerò nel dettaglio quali siano i capelli che meglio si prestano al trapianto.

Per quanto riguarda il colore dei capelli da trapiantare, quelli di colore bianco o biondo sono i più idonei all’autotrapianto, dato che i biondi solitamente dispongono di un numero maggiore di follicoli piliferi e, di conseguenza, di più capelli trapiantabili. Inoltre, diversamente dai capelli scuri, quelli chiari contengono meno pigmenti; quindi, in caso di trapianto, i capelli biondi offrono il vantaggio di non risaltare per contrasto sul cuoio capelluto chiaro e glabro che risulta così meno evidente.
Ancora più propizio è il caso di capelli mossi, ricci o addirittura crespi; infatti, grazie a questo tipo di struttura, il capello da trapiantare avrà un aspetto più voluminoso facilitando la copertura del cuoio capelluto colpito da alopecia e assicurando ai pazienti un trattamento dal risultato esteticamente convincente.
D’altra parte, però, il trapianto di capelli chiari e crespi o ricci rappresenta una vera e propria sfida per chi effettua il trattamento a causa delle caratteristiche anatomiche proprie di tali strutture; infatti in questo caso i follicoli crescono solitamente con una struttura ellittica che richiede estrema precisione nelle operazioni di estrazione e impianto. Inoltre, durante il cosiddetto Splitting, ovvero la preparazione di impianti finissimi (vedi anche “Possibilità e limiti dell’autotrapianto di capelli”), bisogna prestare massima cautela per non danneggiare i follicoli prelevati; in caso contrario si provocherebbe la perdita degli stessi.

Ritorna all’indice

Con quali tipi di capelli è possibile preparare i trapianti di capelli più efficaci?

Per preparare gli innesti finissimi, chiamati anche Micro Grafts e contenenti da uno a due capelli, sono particolarmente idonei i capelli scuri, lisci e grossi, in quanto essi, grazie ai pigmenti contenuti, sono meglio visibili per il terapista. Inoltre, i follicoli di questi capelli sono dritti, cosa che facilita ulteriormente lo Splitting (ovvero la separazione dei bulbi contenuti nei follicoli piliferi).
Tuttavia, le persone con capelli scuri e spessi hanno lo svantaggio di disporre di meno follicoli rispetto a chi li ha chiari e sottili. Inoltre, i capelli biondi e crespi mascherano meglio il cuoio capelluto calvo, caratteristica invece avversa per chi ha capelli scuri e lisci, la cui forte pigmentazione risalta per contrasto sul cuoio capelluto, solitamente di colore chiaro. Le aree della testa meno coperte da capelli risultano così più evidenti e richiedono quindi che il medico operante sia particolarmente abile nel realizzare risultati estetici soddisfacenti anche per questo trattamento più complesso. Il contrasto di colore è più evidente soprattutto lungo l’attaccatura dei capelli.
La figura seguente illustra il numero totale di follicoli posseduti in media dagli europei a seconda del colore di capelli.

Figura 1: Numero totale di follicoli a seconda del colore dei capelli. (Fonte: Immagine di proprietà)

Ritorna all’indice

Cosa va considerato in caso di trapianto indipendentemente dal tipo di tecnica scelto?

Solitamente, per ottenere un risultato soddisfacente sono necessari da uno a due autotrapianti di capelli. Questo perché il numero di innesti prelevabili è limitato; inoltre, è necessario frapporre un determinato intervallo di tempo perché si possa costituire la cosiddetta circolazione collaterale. Si tratta di una circolazione fisiologica secondaria, ad esempio del flusso sanguigno, che rifornisce i follicoli appena impiantanti nell’area ricevente affinché essi possano sia attecchire bene, sia diventare sufficientemente robusti per poter successivamente produrre essi stessi i nuovi capelli. Se l’intervallo concesso alla formazione della circolazione collaterale nell’area trapiantata è troppo breve o non si lascia abbastanza tempo al tessuto per ricreare la circolazione, si può causare un collasso locale dell’afflusso di sostanze nutritive al tessuto portando così alla morte dell’area colpita e, quindi, alla sua necrosi (morte dei tessuti). Inoltre, ogni autotrapianto di capelli provoca una piccola contrazione dell’area cicatriziale, il che farà risultare un po’ più spaziosa l’intercapedine fra le sedi dell’impianto a guarigione conclusa. L’estetica di questa intercapedine si può migliorare nel corso della seconda operazione.

Ritorna all’indice

È vero che impianti più sottili fanno ottenere risultati dall’aspetto più naturale?

Questa affermazione è sicuramente vera quando si ricostruisce la stria capillare sulla fronte, altrimenti non è sempre valida. Principalmente dipende dalla struttura del capello, dalle caratteristiche dell’area ricevente eventuale per resezione tumorale tessuto cicatriziale in seguito ad operazioni, lesioni craniche, ustioni, infezioni, corrosioni ecc.), nonché dalla tecnica eletta per prepararla.
In caso di capelli molto ricci può essere vantaggioso impiantare trapianti con tre, quattro capelli in modo che possa riformarsi un riccio naturale; in questo caso è indispensabile far sì che il diametro dell’area ricevente sia identico a quello del trapianto. In questo modo è inoltre possibile rispettare anche la distanza naturale fra i singoli capelli. L’impianto di più capelli provoca un inevitabile effetto a ciuffo se si utilizza la cosiddetta tecnica Slit Incision; questo metodo prevede che, con l’aiuto di un bisturi, nella zona ricevente vengano praticate delle piccolissime incisioni al cui interno innestare direttamente i trapianti utilizzando una pinzetta. Se con questo tipo di capelli se ne trapiantassero solo 1 o 2 si potrebbe avere l’impressione che siano stati utilizzati capelli finti che non si omologano esteticamente al resto della chierica o dell’area donante. L’esito avrebbe quindi un aspetto innaturale.

Ritorna all’indice

Quali sono i capelli più idonei per ricoprire con l’autotrapianto di capelli il cuoio capelluto affetto da calvizie?

La maggior parte delle persone ha sulla sommità del capo un vortice geneticamente di forma circolare da cui parte la crescita dei capelli in direzione della fronte. I capelli neri e lisci tendono più spesso a suddividersi in ciocche, motivo per cui le aree prive di capelli risultano ancora più evidenti dato l’ulteriore contrasto sul cuoio capelluto chiaro. Indipendentemente dal colore, i capelli ricci e crespi mascherano molto meglio il vortice e la scriminatura; ecco perché questi tipi di capelli si prestano di più a ricoprire aree calve e l’estetica risultante sarà più voluminosa.

La figura sottostante illustra il differente effetto ottico che si può ottenere con capelli ricci o lisci su una modella pettinata diversamente. I capelli ricci coprono il cuoio capelluto molto meglio rispetto a quelli lisci.

Abbildung 2: Optischer Effekt durch gerades (links) und lockiges (rechts) Haar auf die Sichtbarkeit der Kopfhaut. (Quelle: eigene Darstellung)

Figura 2: Effetto ottico ottenuto con capelli lisci (a sinistra) e ricci (a destra) sulla visibilità del cuoio capelluto. (Fonte: Immagine di proprietà)

Ritorna all’indice

Perché è stata sviluppata la tecnica Crosspunch e quali sono i suoi obiettivi?

Si afferma spesso che per impiantare i trapianti sia necessario rispettare la naturale direzione di crescita dei capelli. Tuttavia, ciò non è sempre vero dato che la calvizie provoca un’alterazione della situazione di partenza, ovvero la perdita dei capelli porta ad una diminuzione anche del numero di follicoli. Ciononostante, visto che è comunque necessario lasciare capelli sulla crocchia, si lavora per ottenere il risultato migliore possibile sfruttando la superficie donante disponibile e, quindi, i follicoli piliferi rimanenti per ricoprire al meglio l’area colpita da calvizie. La nuova tecnica di trapianto di capelli Crosspunch consente di migliorare ulteriormente il risultato estetico della foltezza dei capelli. Infatti, il nuovo metodo aiuta a ricoprire meglio il cuoio capelluto calvo e, allo stesso tempo, fa sì che le porzioni di cute calva lungo la crocchia, provocate dall’avanzamento della perdita dei capelli, non siano più così visibili.

Abbildung 3: Haartransplantationstechnik Crosspunch und die Auswirkungen auf den Haarkranz. (Quelle: eigene Darstellung)

Figura 3: Tecnica Crosspunch ed effetti sulla crocchia. (Fonte: Immagine di proprietà)

Ritorna all’indice

Che caratteristiche devono avere i capelli e la zona ricevente per poter effettuare il Crosspunch?

Il Metodo Crosspunch è stato ideato specificatamente per i capelli lisci, ma può essere impiegato indipendentemente da colore e foltezza. Infatti, i capelli ricci e crespi posseggono già di natura l’effetto che il Crosspunch, agendo sull’attaccatura, rende parzialmente possibile anche per quelli lisci. Il miglioramento estetico ottenuta grazie al Metodo Crosspunch si deve alla preparazione di angolature precise e coordinate fra loro sull’area ricevente della sommità del capo. Ciò richiede grande abilità al medico operante che deve tener conto della struttura dei capelli e della superficie di impianto, nonché deve prestare massima cura durante l’inserimento dei trapianti nell’area precedentemente preparata. Per ottenere un aspetto naturale già lungo l’attaccatura dei capelli bisogna far sì che in fase di ricostruzione della stria capillare la direzione di crescita del capello corrisponda a quella naturale; solo dopo si potrà utilizzare il Metodo Crosspunch. Esso è indicato anche in caso di trattamento di vaste porzioni di cuoio capelluto, come dalla fronte fino al centro della testa, dal centro della testa fino al vortice o sull’intera sommità del capo.

Abbildung 4: Veranschaulichung der Crosspunch-Methode. (Quelle: eigene Darstellung)

Figura 4: Illustrazione del Metodo Crosspunch. (Fonte: Immagine di proprietà)

Limiti al Metodo Crosspunch sussistono, invece, se si desidera trattare stempiature o aree riceventi troppo piccole; in questo caso il risultato potrebbe avere un aspetto artificiale o innaturale. Inoltre, questo metodo non è consigliato per la ricostruzione di sopracciglia, barba e baffi.

Ritorna all’indice

Ha altre domande?

Con il presente articolo mi auguro di aver dato risposta ad alcune domande sull’autotrapianto di capelli e sulla tecnica Crosspunch. Se ha altri dubbi, potrà chiarirli anche nel corso di una consulenza personale e gratuita; La aspetto nella nostra clinica!

Con i migliori auguri,
Angela Lehmann

Ritorna all’indice

Immagine 5: Paziente prima dell’operazione; area colpita da calvizie dall’attaccatura dei capelli fino alla sommità del capo.

Immagine 7: Qui viene illustrato il risultato finale dopo 2 operazioni effettuate con la tecnica Crosspunch in un intervallo di 12 mesi. Sono state necessarie 2 operazioni per un totale di 1666 grafts impiantati.

Immagine 9: Prima dell’autotrapianto di capelli.

Immagine 11: Attaccatura dei capelli dopo l’autotrapianto.

Immagine 11: Attaccatura dei capelli dopo l’autotrapianto.

Immagine 6: Tre mesi dopo la prima operazione con tecnica Crosspunch, subito prima della seconda operazione.

Immagine 6: Tre mesi dopo la prima operazione con tecnica Crosspunch, subito prima della seconda operazione.

Figure 8: Qui viene illustrato il risultato finale dopo 2 operazioni effettuate con la tecnica Crosspunch in un intervallo di 12 mesi. Sono state necessarie 2 operazioni per un totale di 1666 grafts impiantati.

Figure 8: Qui viene illustrato il risultato finale dopo 2 operazioni effettuate con la tecnica Crosspunch in un intervallo di 12 mesi. Sono state necessarie 2 operazioni per un totale di 1666 grafts impiantati.

Immagine 10: Dopo l’operazione con tecnica Crosspunch.

Immagine 10: Dopo l’operazione con tecnica Crosspunch.